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CHIEVO - Il d.s. Romairone: "Dimissioni di Ventura congelate, espresso un malessere a caldo"
11.11.2018 18:34

Il direttore sportivo del Chievo Verona Giancarlo Romairone ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel post partita di Chievo-Bologna (2-2).

 

In merito alle dimissioni di Gian Piero Ventura, comunicate in spogliatoio alla squadra. Ci sembra di capire che è stato un fulmine a cielo sereno.

Sì, assolutamente. Intanto è giusto dire che il Presidente non è presente perché è squalificato. Ci dobbiamo prendere tutti un po’ di ore perché a mente fredda si possa un attimo capire i pensieri che sono emersi a caldo, subito dopo la partita il Mister mi ha detto che sarebbe andato a comunicare alla squadra questa sua situazione. Gli ho chiesto di contare fino a 10, ma nella realtà è emerso questo suo malessere. Adesso verificheremo che tipo di malessere è, la squadra ha fatto una buona prestazione, i giocatori da quando è arrivato Mister Ventura hanno dimostrato in qualsiasi momento e atteggiamento di essere con l’allenatore. La richiesta del Mister è una richiesta importante ma la società ha fatto e fa di tutto per soddisfarle. Poi ci sono delle difficoltà oggettive del campo, per stare sulla partita, questa è un partita che il Chievo può vincere perché prendiamo un gol molto strano, difficile. Ho parlato con Orsato che mi dice che queste sono le regole, dal campo è oggettivamente strano fare in modo che Bani si fermi e lasci segnare un avversario per poi sperare che non ci sia nessun suo compagno magari a terra, a due metri a tenere in gioco un giocatore del Bologna. La squadra ha reagito, è andata in vantaggio poteva fare il terzo gol, una volta preso il secondo gol forse il Bologna ha avuto un momento dove poteva andare in vantaggio ma in realtà, dopo, il Chievo ha chiuso davanti meritando i tre punti, non raggiungendoli, continuando in un percorso di crescita oggettivo.

 

Ventura pare abbia detto che non sente il suo ambiente. Cosa vuol dire?

E’ giusto che dica che a caldo si possa dire o esternare situazioni, che una vecchia legge del calcio non scritta dice che “a caldo è meglio non parlare”, di conseguenza è giusto che per il rapporto che si è creato con me e con il Presidente, che il Mister parli innanzitutto con il Presidente e poi comunque si faccia una verifica ristretta a noi. L’ambiente per quella che è la reale situazione oggettiva, è squadra società che devono fare un’impresa. Nella realtà, dopo la partita di oggi con otto titolari che non sono presenti e dove tre, quattro giocatori interessanti emergono, ci fa dire che il percorso è lungo così come sappiamo e così come abbiamo pensato di costruirlo con un allenatore esigente, che dà una sua fisionomia. Di conseguenza è giusto che il Mister faccia a noi le sue riflessioni e poi si faccia una verifica di quello che è. Più di così non si può fare, il Mister è oggettivamente soddisfatto di quello che vede così come sono oggettive le difficoltà che abbiamo. Il Chievo ha un ambiente che lavora, lo stiamo facendo e di conseguenza è giusto prenderci una pausa di riflessione e tentare di capire quando il Mister sarà più sereno quali sono le motivazioni di questa comunicazione a caldo che ha voluto fare alla squadra, che nella realtà fa emergere  un po’ d’imbarazzo ma con noi tutti coscienti, pronti a capire cosa succederà.

 

Quindi le dimissioni al momento sono congelate da parte della società? Vi prendete del tempo?

Questa è una comunicazione che deve fare il Presidente. Io penso che questa possa essere in questo momento la nostra decisione, però è giusto che la faccia il Presidente perché è lui che rappresenta la società in tutto e per tutto. Nella presenza attuale io posso essere colui che deve  gestire questa situazione particolare a caldo ed è giusto che poi con il Presidente si faccia una verifica, quindi la comunicazione ufficiale la deve fare lui, noi siamo assolutamente fermi e consapevoli che quello che abbiamo deciso un mese fa è quello che pensiamo.

 

Lei (Romairone) e Ventura non vi siete ancora parlati?

Ci siamo parlati un attimo prima che lui entrasse e comunicasse questo suo malessere alla squadra e poi subito dopo aver parlato con la squadra. Sono venuto davanti alle telecamere perché è giusto che la società prendesse parola e desse comunicazione, poi con il Mister, che è di là che mi aspetta, penso che si debba fare una riflessione.

 

La vostra speranza è che ritorni sui propri passi?

Non ci sono speranze, ci deve essere una consapevolezza che deve cementare un ambiente e quindi se siamo tutti convinti e consapevoli siamo tutti contenti, come ho detto, di una scelta che abbiamo fatto una mese fa, però bisogna essere tutti convinti e consapevoli, e in questo momento non abbiamo speranza se non quella di continuare a lavorare come oggi la squadra ha fatto vedere sul campo.

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