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IL ROMA - Napoli, un festival degli orrori che sta spingendo gli azzurri nel baratro
12.01.2020 14:03 Fonte: Salvatore Caiazza per il Roma

L'ennesimo festival degli orrori. Ancora un regalo dopo quelli fatti a Parma e Inter. Sembrava brutto non rendere bella la serata della Lazio e di Immobile dopo la settimana di festa nella capitale per i 120 anni del club di Lotito. E quindi Ospina ha pensato opportuno di fare un pasticcio e di regalare al bomber di Torre Annunziata la gioia di segnare ancora e di far esultare l’Olimpico. Assurdo. Da non credere. Ha fatto bene Gattuso a prendersi lui tutte le responsabilità ma un portiere esperto e nazionale come il colombiano non si può permettere di fare una papera del genere. Quel pallone andava buttato fuori ed, invece, lo ha voluto giocare e Ciruzzo è stato furbo a rubarglierlo e ad indirizzarlo in porta. Ci si è messo poi anche Di Lorenzo che in vece di calciare fuori la sera se l’è buttata dentro. Un pugno nello stomaco che ha fatto cadere le braccia anche al tifoso azzurro più paziente. E che miseria. Gattuso era riuscito a creare i presupposti giusti per giocare un gran secondo tempo. Dove si è sfiorato anche il vantaggio con Zielinski, che ha colpito l’ennesimo palo, ed Insigne che ha trovato nel portiere avversario un baluardo invalicabile. Ringhio era molto soddisfatto di come stavano andando le cose. Sperava che prima o poi la partita si sbloccasse. E forse sarebbe successe se Ospina non commetteva quel disastro. Non ce ne voglia nessuno. Ma quando è troppo è troppo. Non si può sempre fare i buonisti e scusare tutti. Ragazzi, qua la classifica piange. Si finisce sempre più giù e si rischia seriamente di finire nella lotta per non retrocedere. Ripeto, Gattuso ha fatto benissimo ad abbracciarsi Ospina al triplice fischio finale ma non gli va dato alcun alibi. Perdere in quella maniera fa male. Un pari sarebbe stato meritato. Anzi, anche un po’ stretto. Ed, invece, si è perso addirittura per colpa di un errore individuale. L’ennesimo della stagione. L’orrore del portiere colombiano nell’ultima giornata del girone di andata è la fotografia dell’anno maledetto del Napoli. Cominciato precisamente alla seconda gara della stagione in casa della Juventus. Dopo una rimonta incredibile, infatti, che portò il risultato sul 3-3 una respinta di Koulibaly sicura fece la fortuna dei bianconeri che incasarono tre punti insperati. Da quel momento in poi le scene si sono ripetute varie volte. Fino ad arrivare ad ieri pomeriggio con la papera di Ospina. Punti buttati dalla finestra come se non ci fosse un domani. È successo con il Cagliari, l’Atalanta, il Bologna, il Parma, l’Inter e appunto la Lazio. Tornando alla partita bisogna fare i complimenti a Gattuso per il lavoro che sta facendo. A prescindere dalla voglia di giocare sempre il pallone con il portiere che deve cominciare nella ripresa si è vista una crescita incredibile. Il “fortunato” Simone Inzaghi ha avuto un po’ di paura quando ha visto che gli azzurri comandavano loro arrivando spesso dalle parti del suo portiere. Se Zielinski avesse avuto un po’ più di fortuna e non avesse colpito l’ennesimo palo, adesso staremmo parlando di altro. Ma la maledizione continua e quindi i capitolini si sono salvati. Quando, poi, sembrava che la partita dovesse finire in parità è successo quello che è successo. E a casa si è tornati con le pive nel sacco. «Mi tengo la prestazione ma serve vincere», ha detto laconicamente Gattuso in conferenza stampa. Anche perché se continua a perdere il signor De Laurentiis di certo non lo confermerà. Il presidente lo ha accontentato comprandogli i due centrocampisti Demme e Lobotka. Che saranno a Castelvolturno da oggi. Ma spetta a lui catechizzare i giocatori evitando che facciano danni. Altrimenti di questo passo si continua a scendere. Chi vuole capire capisca.

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