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IL ROMA - Parole distensive di De Laurentiis, ma senza risultati il destino di Ancelotti è segnato
05.12.2019 12:10 Fonte: Salvatore Caiazza per il Roma

Arrivano parole distensive da parte di Aurelio De Laurentiis. Il patron, non in prima persona, ha voluto chiarire la sua posizione nei confronti di Carlo Ancelotti. «Ho piena fiducia in lui», ha spiegato il presidente al direttore della radio ufficiale Valter De Maggio. Ha preferito non parlare in diretta ma ha autorizzato il giornalista a dire tutto il suo pensiero parola per parola. Una scelta azzeccata perché don Aurelio sa che quando comincia a parlare rischia di finire fuori tema. E di creare altro caos. E di questi tempi meglio rimanere sereni. Già di benzina sul fuoco ce ne è abbastanza. Certo è che qualche frecciata è arrivata al diretto interessato. Quella del metodo di lavoro. Che a quanto pare De Laurentiis non convide. Ma possibile che Ancelotti venga meno proprio da questo punto di vista? Uno che vince così tanto non lo può fare solo grazie ai campioni che ha avuto. Che molto probabilmente, così come evidenziato dal patron, si allenano da soli (vedi Cristiano Ronaldo). I successi di Carletto sono figli di un grande lavoro tecnico, tattico e mentale. Ed è quello che si spera faccia in questi giorni di ritiro a Castelvolturno. Da ieri il gruppo è in clausura fino alla sfida con l’Udinese e forse anche dopo fino alla partita di Champions con il Genk. Alla fine è stato lo stesso allenatore a decidere di chiudersi al centro sportivo per confrontarsi. Lo avessero fatto un mese fa sicuramente a quest’ora qualche punto in più il Napoli lo avrebbe avuto. E non ci sarebbero state le multe ed eventualmente processi per danno di immagine. I giocatori devono essere catechizzati perché non si può più vedere un secondo tempo come quello con il Bologna. È naturale che anche Ancelotti deve rivedere un po’ di cose. Ha schierato una formazione senza equilibrio che è stata punita dai felsinei con molta facilità. Quel 4-3-3 iniziale senza il regista è stato un harakiri non da poco. Per non parlare di Di Lorenzo a sinistra e Maksimovic a destra. Praticamente si sono contati su una sola mano i cross al centro. Poi quando è uscito Elmas ed è entrato Mertens si sono aperte delle praterie. Proprio partendo da questi errori bisogna cambiare. Magari parlandosi avendo tempo a disposizione in questi giorni di ritiro a Castelvolturno. L’unico rammarico è che si poteva andare un mese fa in clausura e si sarebbero evitati così tanti problemi. Ora l’importante è riprendersi.

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