giovedì 4 giugno 2020, ore
L'ANGOLO
CORONAVIRUS - Il primario Montesarchio: "Il farmaco Tocilizumab è una speranza per mille pazienti, fondamentale somministrarlo prima che la situazione si aggravi"
02.04.2020 09:25 Fonte: Repubblica Napoli

NAPOLI - Dottor Montesarchio, ha visto cosa dice Sky News inglese del vostro lavoro?
«Qualcosa... Se dovessi leggere tutto quello che si scrive della sperimentazione napoletana, dentro e fuori dell’Italia, sottrarrei troppe ore al lavoro».
Dice letteralmente: “L’eccezione della grande ferita italiana è al Sud, in questo polo di eccellenza”. Indica il Cotugno e l’Azienda dei Colli come “un livello diverso dalle scene viste finora nel Paese”. «Ne siamo felici, ovviamente. Ma la battaglia è lunga e dura. Poi, che a noi piaccia lottare, senza fermarci mai, senza lasciare nulla di intentato, questo è sicuro. Ma dobbiamo essere concentrati e incrociare le dita, adesso, mentre lavoriamo. Me lo faccia ripetere, per favore: restiamo a casa».
 

Vincenzo Montesarchio è il primario infettivologo e oncologo del Monaldi. E con il team del professor Paolo Ascierto del Pascale, insieme, hanno puntato per primi sulla terapia a base di Tocilizumab. È il farmaco, già usato contro l’artrite reumatoide che - va ribadito - non guarisce dal Covid-19, ma attenua drasticamente l’infiammazione e scongiura il ricovero in Rianimazione.



Dottore, i colleghi di Sky di Londra rilevano anche, con ammirazione, che non avete in azienda un solo operatore sanitario contagiato. Anche se qualcuno, in realtà, c’è.
«Uno solo. Un medico del pronto soccorso del Cotugno, ma la separazione tra ambienti e la preparazione nella gestione del trattamento sono fondamentali».



Sono 3 settimane esatte da quando l’agenzia italiana del farmaco, Aifa, ha autorizzato lo studio sulla vostra esperienza.
«Solo tre settimane, molto dense. Abbiamo continue conference call con colleghi di altri Paesi, con le company del farmaco, e condividiamo il lavoro su ampia scala. Per quel che riguarda i nostri pazienti, ovvero i 24 posti di Terapia Intensiva tra Cotugno e Monaldi, quasi un 30 per cento è fuori dal pericolo grazie a questo percorso. Non sono fisicamente fuori perché, come per altri organi, anche qui c’è bisogno di una riabilitazione: respiratoria. Ma continuiamo ad essere fiduciosi».



Come funziona questo studio?
«Su una piattaforma ci sono ovviamente da tutta Italia un numero X di casi che stiamo trattando, in evoluzione».



È vero che ci sono oltre mille pazienti ora sulla piattaforma dello Studio Tocivid-19?
«Non posso fornire questi numeri, ma non credo sia distante dalla verità. Sommariamente, si può confermare che l’applicazione di questo farmaco, soprattutto se introdotto nella fase iniziale - e ovviamente insieme ad una serie di altri farmaci la cui definizione dipende da indici e criteri diversi - produce un miglioramento sia della sofferenza respiratoria, sia dell’indice di infiammazione».



Sta diventando sempre più importante l’appello di voi medici a cominciare prima possibile.
«Purtroppo è così. Se si arriva in ospedale con una situazione polmonare già compromessa, se per intenderci lo somministriamo ad un paziente intubato già da molti giorni, la storia purtroppo cambia, e non in bene».



Dottore, la sfida in Campania si gioca proprio su quelli che non riescono ad andare in ospedale.
«Io penso che tutti gli ospedali campani, un po’ tutti, a prezzo di grandi sacrifici e rischi enormi si siano organizzati e stiano lottando, senza risparmio, Ma la battaglia adesso si sposta fatalmente sui territori: confido che le Asl, tutte le direzioni strategiche impegnate, abbiano il supporto per poter entrare nelle case, sostenere le famiglie».

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