mercoledì 17 agosto 2022, ore
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AFGHANISTAN - Save the Children, bambini terrorizzati nel ritorno alle case distrutte dal terremoto
01.07.2022 12:54

L’Organizzazione sottolinea la necessità di un sostegno finanziario specifico per far fronte all’emergenza terremoto, che non vada a scapito dell'appello generale per gli aiuti umanitari per il paese, che finora ha solo un terzo dei fondi necessari per il 2022.

I bambini della provincia di Paktika, una delle aree più duramente colpite dal terremoto di magnitudo 5,9 che ha colpito l'Afghanistan nove giorni fa, sono ancora terrorizzati all'idea di tornare nelle loro case dove i loro cari sono stati uccisi, sottolinea oggi Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine e garantire loro un futuro.

Tremori e scosse di assestamento continuano a scuotere la regione, facendo riaffiorare il ricordo del terremoto che ha lasciato 362.000 bambini e adulti in urgente necessità di cibo, riparo e accesso a servizi sanitari, acqua pulita e servizi igienici.  Circa 770 persone - tra cui 155 bambini - sono state uccise dal terremoto e quasi 1.500 sono rimaste ferite.

Hakim*, 35 anni, ha perso le due figlie piccole, una nipote e un nipote quando la loro casa è crollata su di loro, e i suoi figli e nipoti sopravvissuti sono ancora emotivamente angosciati per quello che è successo loro “I bambini hanno pianto quando li ho riportati per la prima volta nella casa distrutta. Vedendo la distruzione e pensando a ciò che era successo loro la notte del terremoto, erano terrorizzati dalla casa. Mio nipote Farid*, che ha 4 anni, mi ha chiesto perché lo avessi riportato in casa. Gli ho detto che stiamo per ricostruire la casa per loro e che vivranno di nuovo in questa casa. Mi ha risposto che distruggerà la casa, così non potremo più tornarci, perché ha molta paura di tornarci a vivere".

"Ho più di 20 anni di esperienza nei disastri umanitari e quello che ho visto qui è davvero scioccante. Le persone hanno perso tutto: il loro cari, i vestiti, il bestiame e le case. Ho anche incontrato molte famiglie che dormono all'aperto perché le loro case sono piene di crepe e temono che le scosse di assestamento possano farle crollare. Molti bambini sono ancora sotto shock per quello che è successo loro e mi hanno detto 'Questa casa ha ucciso mia sorella. Questa casa ha ucciso mio fratello. E non voglio tornare lì dentro’, è davvero straziante,” ha dichiarato Chris Nyamandi, Direttore di Save the Children in Afghanistan, in missione sul luogo del terremoto.  

"Questo disastro sarebbe stato devastante di per sé, ma l'Afghanistan stava già affrontando livelli catastrofici di fame, il collasso del sistema sanitario e gravi difficoltà economiche. Questa è un'emergenza nell'emergenza e i bambini, non solo nelle aree colpite dal terremoto ma in tutto il Paese, hanno bisogno di un sostegno urgente. I governi possono e devono rispondere con urgenza. La cosa più importante e più urgente è il sostegno finanziario, per consentire il lavoro immediato in emergenza per salvare le vite nelle prossime settimane, ma anche il lavoro a lungo termine per aiutare queste comunità a riprendersi. In particolare, questa è una nuova, ulteriore emergenza e richiede nuovi, ulteriori finanziamenti, che non possono andare a scapito dell'appello per gli aiuti umanitari per il paese, che ha solo un terzo dei fondi necessari per il 2022. Le Ong come Save the Children stanno attualmente impiegando personale e risorse dei programmi umanitari già esistenti per rispondere al terremoto, il che avrà un impatto immediato se i fondi non verranno reintegrati."

Save the Children ha inviato squadre nelle aree più colpite della provincia di Paktika e sta fornendo alle famiglie sussidi di emergenza in denaro per aiutarle ad acquistare materiali per la ricostruzione delle loro case e per comprare altre forniture urgenti, come cibo e acqua potabile, e per pagare le cure mediche, mentre sono in corso ulteriori valutazioni per determinare i bisogni prioritari dei bambini.

Save the Children sostiene le comunità e protegge i diritti dei bambini in tutto l'Afghanistan dal 1976, anche durante periodi di conflitto, cambiamenti di regime e disastri naturali. Abbiamo programmi in nove province e lavoriamo con partner in altre sei province.

Da quando i Talebani hanno ripreso il controllo nell'agosto 2021, abbiamo intensificato la nostra risposta per sostenere il crescente numero di bambini in difficoltà. Stiamo fornendo assistenza sanitaria e alimentare, istruzione, protezione dell'infanzia, alloggi, acqua, servizi igienici e sanitari, cibo e mezzi di sussistenza.

*I nomi sono stati cambiati per proteggere l’identità degli intervistati.

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