È un venerdì di passione per la scuola in tutta Italia: mentre due sindacati hanno annunciato la mobilitazione del personale docente e non, gli studenti sono scesi in piazza per il "No Meloni day". Ma anche sull'onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna, per protestare contro il carovita e la "scuola caserma", il tetto agli studenti stranieri, il degrado delle strutture.
Al corteo degli studenti in centro a Roma, all'altezza di via Marmorata, alcune persone incappucciate hanno lanciato bombe carta e petardi, e hanno fatto rotolare cassonetti dell'immondizia in mezzo alla strada per bloccarla.
Una tappa del corteo è stata quella al ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere, dove gli studenti hanno lanciato petardi contro l'edificio e urlato frasi come: "Noi da qui non ce ne andiamo" e "Valditara esci dal palazzo". Le forze dell'ordine si sono dovute schierare in tenuta antisommossa all'ingresso del ministero.
La mattina di venerdì cinque cassonetti e un monopattino parcheggiato lì accanto sono stati dati alle fiamme da un gruppetto di studenti dell'Istituto statale Giorgi di Verona. Non si tratterebbe di una bravata a margine delle manifestazioni scolastiche, bensì un'azione di protesta contro la dirigenza scolastica, che nei giorni scorsi aveva preso una serie di provvedimenti punitivi dopo episodi di rissa avvenuti nelle classi. Gli studenti si sarebbero mobilitati con una chat e, prima dell'inizio delle lezioni, hanno lanciato petardi e incendiato i cassonetti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia, le indagini sono affidate alla Digos della Questura di Verona.
A Padova la Digos si è presentata a casa di 14 ragazzi disponendo misure di prevenzione personali per istigazione a delinquere: gli investigatori ritengono che si stavano pianificando azioni violente, tra le quali l'incendio dei cassonetti e scendere in piazza con passamontagna, petardi e fumogeni.
A Torino sono una ventina gli istituti superiori occupati, una decina a Roma, tre a Genova, altri a Milano, Napoli e Bologna. E non è escluso che nelle prossime ore possano aumentare.
di Redazione
16/10/2026 - 13:23
È un venerdì di passione per la scuola in tutta Italia: mentre due sindacati hanno annunciato la mobilitazione del personale docente e non, gli studenti sono scesi in piazza per il "No Meloni day". Ma anche sull'onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna, per protestare contro il carovita e la "scuola caserma", il tetto agli studenti stranieri, il degrado delle strutture.
Al corteo degli studenti in centro a Roma, all'altezza di via Marmorata, alcune persone incappucciate hanno lanciato bombe carta e petardi, e hanno fatto rotolare cassonetti dell'immondizia in mezzo alla strada per bloccarla.
Una tappa del corteo è stata quella al ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere, dove gli studenti hanno lanciato petardi contro l'edificio e urlato frasi come: "Noi da qui non ce ne andiamo" e "Valditara esci dal palazzo". Le forze dell'ordine si sono dovute schierare in tenuta antisommossa all'ingresso del ministero.
La mattina di venerdì cinque cassonetti e un monopattino parcheggiato lì accanto sono stati dati alle fiamme da un gruppetto di studenti dell'Istituto statale Giorgi di Verona. Non si tratterebbe di una bravata a margine delle manifestazioni scolastiche, bensì un'azione di protesta contro la dirigenza scolastica, che nei giorni scorsi aveva preso una serie di provvedimenti punitivi dopo episodi di rissa avvenuti nelle classi. Gli studenti si sarebbero mobilitati con una chat e, prima dell'inizio delle lezioni, hanno lanciato petardi e incendiato i cassonetti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia, le indagini sono affidate alla Digos della Questura di Verona.
A Padova la Digos si è presentata a casa di 14 ragazzi disponendo misure di prevenzione personali per istigazione a delinquere: gli investigatori ritengono che si stavano pianificando azioni violente, tra le quali l'incendio dei cassonetti e scendere in piazza con passamontagna, petardi e fumogeni.
A Torino sono una ventina gli istituti superiori occupati, una decina a Roma, tre a Genova, altri a Milano, Napoli e Bologna. E non è escluso che nelle prossime ore possano aumentare.