La parentesi della lunga sosta per le nazionali sta per chiudersi, ma ancora generano discussione gli aspetti legati alle scelte fatte dal ct Roberto Mancini per le 4 partite che segnavano il suo ritorno sulla panchina dell'Italia. Un aspetto centrale nel calcio moderno, ed oggetto di dibattito anche in queste ore, riguarda per esempio gli 'oriundi' o comunque i giocatori naturalizzati italiani.
Un tran tran mediatico dovuto perlopiù alla decisione di convocare e non far mai giocare Samuele Inacio, precoce talento classe 2008 del Borussia Dortmund che ancora quindi potrebbe esserci 'scippato' dal Brasile di Ancelotti. Discorso simile vale anche per Eddy Kouadio, che a differenza di Inacio non ha potuto neppure godere di una presenza in panchina, limitandosi nella sua sosta ad allenarsi a Coverciano. Anche nel suo caso c'è la possibilità che si inserisca un'altra nazionale, nello specifico la Costa d'Avorio, pur avendo fino a qui scelto il classe 2006 del Monza, in prestito dalla Fiorentina, di rappresentare sempre l'Italia.
Come vi abbiamo spiegato, per 'bloccare' il cambio di nazionalità di un giocatore bastano 4 partite disputate - anche amichevoli - con la selezione prima del compimento dei 21 anni, o anche una sola dai 22 in avanti. Per ora Inacio è a una sola, Kouadio zero: chi a differenza loro vede davanti a sé la conferma definitiva da italiano è Alessandro Romano, centrocampista che abbiamo soffiato alla Svizzera per il quale basta ora una sola altra presenza. Si direbbe che Mancini abbia puntato maggiormente su di lui e sul suo sviluppo, rispetto agli altri due. Almeno per ora.
di Redazione
06/10/2026 - 14:59
La parentesi della lunga sosta per le nazionali sta per chiudersi, ma ancora generano discussione gli aspetti legati alle scelte fatte dal ct Roberto Mancini per le 4 partite che segnavano il suo ritorno sulla panchina dell'Italia. Un aspetto centrale nel calcio moderno, ed oggetto di dibattito anche in queste ore, riguarda per esempio gli 'oriundi' o comunque i giocatori naturalizzati italiani.
Un tran tran mediatico dovuto perlopiù alla decisione di convocare e non far mai giocare Samuele Inacio, precoce talento classe 2008 del Borussia Dortmund che ancora quindi potrebbe esserci 'scippato' dal Brasile di Ancelotti. Discorso simile vale anche per Eddy Kouadio, che a differenza di Inacio non ha potuto neppure godere di una presenza in panchina, limitandosi nella sua sosta ad allenarsi a Coverciano. Anche nel suo caso c'è la possibilità che si inserisca un'altra nazionale, nello specifico la Costa d'Avorio, pur avendo fino a qui scelto il classe 2006 del Monza, in prestito dalla Fiorentina, di rappresentare sempre l'Italia.
Come vi abbiamo spiegato, per 'bloccare' il cambio di nazionalità di un giocatore bastano 4 partite disputate - anche amichevoli - con la selezione prima del compimento dei 21 anni, o anche una sola dai 22 in avanti. Per ora Inacio è a una sola, Kouadio zero: chi a differenza loro vede davanti a sé la conferma definitiva da italiano è Alessandro Romano, centrocampista che abbiamo soffiato alla Svizzera per il quale basta ora una sola altra presenza. Si direbbe che Mancini abbia puntato maggiormente su di lui e sul suo sviluppo, rispetto agli altri due. Almeno per ora.