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EVENTO - Il Nobel per l’economia Paul Krugman a Napoli insieme a Romano Prodi, Luigi Fusco Girard, Peter Nijkamp
12.10.2026 14:54 di Redazione
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Le grandi trasformazioni economiche stanno cambiando il mondo. In una lectio magistralis il premio Nobel Paul Krugman ha tracciato un quadro delle dinamiche globali e locali in atto.
Un confronto tra "i ruggenti anni Sessanta e i turbolenti anni Venti" del nuovo secolo al centro di una lectio magistralis del grande economista americano e un dibattito con alcuni grandi esperti delle dinamiche internazionali come Romano Prodi, Peter Nijkamp, per una giornata ricca di interventi di personalità. 
Una conferenza internazionale organizzata dall'Università Federico II di Napoli (con l'Associazione dei professori emeriti e il contributo del CNR) proseguito con una serie di interventi dedicati in particolare ai giovani per discutere con esperti delle dinamiche locali come il rettore Andrea Mazzucchi, Stefano Consiglio, presidente della Fondazione Con il Sud, Alessandro Bianchi già ministro dei trasporti, Federica Brancaccio, presidente ANCE, Amedeo Manzo, presidente della BCC di Napoli e le conclusioni del professore Luigi Fusco Girard. 
 
Paul Krugman
«L'Europa nel suo complesso è molto più forte di quanto la gente si renda conto. È una delle tre superpotenze economiche mondiali, insieme agli Stati Uniti e alla Cina. L'Europa sta andando molto meglio di quanto la maggior parte delle persone pensi.
Credo che ci siano ancora molte cose da fare, ma nel complesso l'Europa sta bene. Anche l'Italia, in realtà, sta andando meglio di quanto si creda.
Il problema è il Sud Italia. Tutto il mondo avanzato deve fare i conti con il problema delle regioni che restano indietro. Un tempo questa era considerata una questione specificamente italiana. Oggi, invece, ogni Paese avanzato ha il suo equivalente del Mezzogiorno.
Serviranno molte politiche pubbliche e anche una buona dose di fortuna per cercare di risollevare queste aree. Tutto quello che posso dire è che non si tratta più di un problema esclusivamente italiano. È una difficoltà che condividiamo anche in alcune aree degli Stati Uniti, dell'Inghilterra e della Francia».
 
Krugman su Napoli
«Quello che ho visto su Napoli: grande accoglienza, ottima cucina, traffico terribile.  Quello che intendo è che il traffico è sì un problema, ma va bene così. Sono stato a Napoli diverse volte nel corso degli anni. Oggi è una città molto più ricca, molto più attraente rispetto al passato. È evidente che qui siano stati compiuti grandi progressi. Ed è sicuramente una cosa positiva.
E posso dire una cosa sul numero di turisti americani? Questo è un problema. È un po' scioccante. Certo, facciamo bene all'economia, ma siamo davvero tantissimi. Noi eravamo venuti qui proprio per stare lontani dagli americani!».
 
Romano Prodi:
«La prima cosa è lavorare sulle risorse umane, perché con lo scatto di conoscenze che c'è oggi, il nostro problema è di essere nel giro. Questa è la cosa più importante di tutte. Quindi formazione sulle novità dell'intelligenza artificiale, le nuove tecnologie e soprattutto una coesione forte, perché o si crea qualcosa che abbia una minima dimensione oppure si continua a emigrare. Europa unita o non ha futuro, dobbiamo essere sinceri. Una tale forza di schiacciamento che noi abbiamo da est e da ovest, anche da ovest adesso. Quindi o ci mettiamo insieme tutti i paesi europei o siamo sempre più fuori dal giro. E devo dire con la massima sincerità, siamo più divisi che mai. Nel senso che Francia e Germania, o Stati Uniti come i fratelli corrono insieme, oppure l'Europa non va avanti».
 
L'iniziativa rappresenta un grande momento di confronto internazionale sul futuro e la competitività dell'Europa in un quadro di instabilità globale.
Il progetto si è caratterizzato per una serie di laboratori tematici con l'obiettivo di trasformare la teoria in applicazioni concrete, creando un ponte tra mondo accademico, giovani, imprese, istituzioni e territorio. Il dibattito si è concentrato poi sulla creazione di un ecosistema europeo competitivo e coeso, affrontando temi cruciali quali il rilancio industriale ed economico, la ricerca, l'intelligenza artificiale, le infrastrutture e l'energia senza trascurare equità e responsabilità attraverso il superamento dei divari territoriali e il bilanciamento tra responsabilità pubblica e d'impresa.
Il convegno è sostenuto da numerose istituzioni con il supporto di Fondazione Banco Napoli, ANCE, e altri.
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di Redazione

12/10/2026 - 14:54

Le grandi trasformazioni economiche stanno cambiando il mondo. In una lectio magistralis il premio Nobel Paul Krugman ha tracciato un quadro delle dinamiche globali e locali in atto.
Un confronto tra "i ruggenti anni Sessanta e i turbolenti anni Venti" del nuovo secolo al centro di una lectio magistralis del grande economista americano e un dibattito con alcuni grandi esperti delle dinamiche internazionali come Romano Prodi, Peter Nijkamp, per una giornata ricca di interventi di personalità. 
Una conferenza internazionale organizzata dall'Università Federico II di Napoli (con l'Associazione dei professori emeriti e il contributo del CNR) proseguito con una serie di interventi dedicati in particolare ai giovani per discutere con esperti delle dinamiche locali come il rettore Andrea Mazzucchi, Stefano Consiglio, presidente della Fondazione Con il Sud, Alessandro Bianchi già ministro dei trasporti, Federica Brancaccio, presidente ANCE, Amedeo Manzo, presidente della BCC di Napoli e le conclusioni del professore Luigi Fusco Girard. 
 
Paul Krugman
«L'Europa nel suo complesso è molto più forte di quanto la gente si renda conto. È una delle tre superpotenze economiche mondiali, insieme agli Stati Uniti e alla Cina. L'Europa sta andando molto meglio di quanto la maggior parte delle persone pensi.
Credo che ci siano ancora molte cose da fare, ma nel complesso l'Europa sta bene. Anche l'Italia, in realtà, sta andando meglio di quanto si creda.
Il problema è il Sud Italia. Tutto il mondo avanzato deve fare i conti con il problema delle regioni che restano indietro. Un tempo questa era considerata una questione specificamente italiana. Oggi, invece, ogni Paese avanzato ha il suo equivalente del Mezzogiorno.
Serviranno molte politiche pubbliche e anche una buona dose di fortuna per cercare di risollevare queste aree. Tutto quello che posso dire è che non si tratta più di un problema esclusivamente italiano. È una difficoltà che condividiamo anche in alcune aree degli Stati Uniti, dell'Inghilterra e della Francia».
 
Krugman su Napoli
«Quello che ho visto su Napoli: grande accoglienza, ottima cucina, traffico terribile.  Quello che intendo è che il traffico è sì un problema, ma va bene così. Sono stato a Napoli diverse volte nel corso degli anni. Oggi è una città molto più ricca, molto più attraente rispetto al passato. È evidente che qui siano stati compiuti grandi progressi. Ed è sicuramente una cosa positiva.
E posso dire una cosa sul numero di turisti americani? Questo è un problema. È un po' scioccante. Certo, facciamo bene all'economia, ma siamo davvero tantissimi. Noi eravamo venuti qui proprio per stare lontani dagli americani!».
 
Romano Prodi:
«La prima cosa è lavorare sulle risorse umane, perché con lo scatto di conoscenze che c'è oggi, il nostro problema è di essere nel giro. Questa è la cosa più importante di tutte. Quindi formazione sulle novità dell'intelligenza artificiale, le nuove tecnologie e soprattutto una coesione forte, perché o si crea qualcosa che abbia una minima dimensione oppure si continua a emigrare. Europa unita o non ha futuro, dobbiamo essere sinceri. Una tale forza di schiacciamento che noi abbiamo da est e da ovest, anche da ovest adesso. Quindi o ci mettiamo insieme tutti i paesi europei o siamo sempre più fuori dal giro. E devo dire con la massima sincerità, siamo più divisi che mai. Nel senso che Francia e Germania, o Stati Uniti come i fratelli corrono insieme, oppure l'Europa non va avanti».
 
L'iniziativa rappresenta un grande momento di confronto internazionale sul futuro e la competitività dell'Europa in un quadro di instabilità globale.
Il progetto si è caratterizzato per una serie di laboratori tematici con l'obiettivo di trasformare la teoria in applicazioni concrete, creando un ponte tra mondo accademico, giovani, imprese, istituzioni e territorio. Il dibattito si è concentrato poi sulla creazione di un ecosistema europeo competitivo e coeso, affrontando temi cruciali quali il rilancio industriale ed economico, la ricerca, l'intelligenza artificiale, le infrastrutture e l'energia senza trascurare equità e responsabilità attraverso il superamento dei divari territoriali e il bilanciamento tra responsabilità pubblica e d'impresa.
Il convegno è sostenuto da numerose istituzioni con il supporto di Fondazione Banco Napoli, ANCE, e altri.