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IL ROMA - Napoli, Ringhio Gattuso si aspettava che tornando al modulo di Sarri si potesse migliorare in fretta, ma è rimasto deluso
19.01.2020 16:00 Fonte: Salvatore Caiazza per il Roma

Numeri impietosi. Che fanno pensare al peggio. Una serie di sconfitte che mettono seriamente a rischio la permanenza in serie A. Diventa difficile capire contro chi può vincere il Napoli in questo campionato. Mentre Iachini è stato bravo a cambiare il passo della Fiorentina, Gattuso è ancora molto indietro. Si pensava di poter ripartire dal secondo tempo del match con la Lazio della scorsa settimana. Ed, invece, gli azzurri hanno fatto dei passi indietro rendendo la vita facile alla Viola. Che ha sì giocato una partita perfetta trovando in Chiesa e Castrovilli due mostri sacri, ma sfruttato al massimo i limiti di una avversaria che non sa come uscire dalla crisi. Se poi in quelle poche occasioni da gol si sbaglia pure allora seriamente c’è il rischio di finire nelle sabbie mobili della zona retrocessione. È sempre malato il Napoli. La cura Gattuso proprio non funziona. Pensava il calabrese che con il 4-3-3 potesse fare meglio di Ancelotti. Ed, invece, sta facendo peggio. Solo tre punti incassati in cinque partite di serie A. Di sicuro le assenze importanti in difesa non lo stanno aiutando ma anche lui ci mette del suo. Come quando ha deciso inizialmente di schierare Luperto a sinistra e Di Lorenzo a destra. Dopo il gol di Chiesa, poi, ha scelto di mettere ognuno al suo posto spostando Hysaj a sinistra con l’ex Empoli a destra e il giovane leccese al fianco di Manolas. Qualcosa è cambiato. Ma niente di che. Anche perché dal centrocampo in avanti il tema di manovra è stato monotematico. Nel primo tempo si è cercato sempre Callejon che scappava dietro al terzino. Lo spagnolo c’è riuscito bene una volta ma da solo davanti al portiere ha sbagliato la mira. Nella ripresa, poi, l’uomo più servito è stato Insigne. È lui il giocatore più tecnico del Napoli e quindi i compagni speravano in qualche colpo di magia. Il capitano ha provato un tiro dalla distanza che ha colpito il palo. L’ennesimo. Ma anche lui non è stato all’altezza della situazione. Una prestazione generale, quindi, insufficiente che non fa pensare a niente di buono per il match dei quarti di Coppa Italia con la Lazio di martedì e la sfida alla Juventus di domenica sera sempre al San Paolo. C’è il pericolo di uscire dal trofeo tricolore vista la forma incredibile della Lazio (ieri cinque gol alla Samp e undicesimo successo consecutivo) e di prenderle di santa ragione dall’amico Sarri che di certo non farà sconti. C’è poco da stare tranquilli, quindi, in casa Napoli. Non ce ne voglia Gattuso, ma la scelta di De Laurentiis di chiamarlo al posto di Ancelotti risulta momentaneamente sbagliata. Ci si era illusi per ciò che si era visto contro la Lazio nella ripresa. Ma tutto è sfumato contro l’organizzazione della Fiorentina. Che ha avuto vita facile. Dire che il patron avrebbe fatto bene a tenersi Carletto è sbagliato, ma di certo l’avvento di Ringhio sta spingendo il Napoli sempre più giù in classifica. I giocatori si saranno anche messi a disposizione dell’allenatore calabrese ma di passi in avanti neanche a parlarne. Forse se ci fossero stati Koulibaly, Maksimovic e Mertens qualcosa in più si sarebbe potuto vedere ma purtroppo i tre non riescono a recuperare. Un handicap che unito alla mancanza di idee tattiche e voglia di combattere sta facendo danni enormi. Chissà se il presidente si starà mangiando le mani per aversi affidato ad un allenatore sì bravo ma troppo innovativo a livello di gioco per poter uscire dalla crisi. Ringhio si aspettava che tornando al modulo di Sarri si potesse migliorare in fretta. Ma è rimasto deluso. E a fine partita lo ha dovuto ammettere: «Siamo una squadra piatta, non ha funzionato nulla. È giusto che ci mettiamo un po’ il faccione. Sono rimasto deluso, sono il primo responsabile ma siamo malati e senza anima».

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