Il Punto
KISS KISS - Napoli, Olivera: "Grato al club e ai tifosi, darò sempre tutto, Allegri grande allenatore, sono molto felice di essere qui"
12.08.2026 14:15 di Redazione
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CASTEL DI SANGRO - Mathias Olivera, terzino del Napoli, ha rilasciato un'intervista a Radio Kiss Kiss Napoli: "Forza Napoli? Sì, sempre! Un bilancio della mia prima conoscenza con il mister? Bene, bene. Abbiamo trovato un grande allenatore, con una grande esperienza, e impariamo tutti i giorni. È vero che sono arrivato nel secondo ritiro e ancora sto facendo allenamento, cercando di capire che cosa vuole lui. Se me la sento di giocare centrale? Certo, se la squadra ha bisogno di giocare lì, gioco lì. La mia posizione dipende ovviamente da quello di cui ha bisogno la squadra. Io sono sempre lì con il compagno, cercando di aiutare. La 'Garra Charrua'? Certo, abbiamo nel sangue quel tipo di garra, ma ovviamente dipende. In qualche partita non si può vedere o non esce, ma cerco sempre di sudare la maglia. Come ho fatto fin dall’inizio del mio quinto anno: sono tanti anni e il tempo vola. Ho sempre cercato di sudare la maglia e di dare tutto per il Napoli, perché sono sempre grato per il trattamento che ho ricevuto, per i tifosi, per la città e per il club. Il lavoro, l’umiltà e il sacrificio hanno fatto tutto per permettermi di essere oggi qui e di vincere due scudetti e una Supercoppa: una cosa che sognavo da piccolo come calciatore. Ho avuto la fortuna di vincere e di essere ancora qui. A chi mi ispiravo da piccolo? Ho sempre guardato Martín Cáceres. È stato un calciatore che mi è piaciuto molto, ma ce ne sono tanti. Qual è la dote principale che deve avere oggi un difensore in un campionato difficile e tattico come la Serie A? Oggi mi sembra che un calciatore debba avere tutto per stare al livello che c’è oggi. Si tratta sempre di lavorare per migliorare tutto quello che manca e cerco di farlo tutti i giorni. La squadra che in questi anni mi ha messo più in difficoltà in Serie A? Sono tante le squadre. In questi ultimi anni la Serie A ha avuto diversi campioni ed è stata caratterizzata da tante squadre che lottano per lo scudetto. Ma soprattutto, in questi ultimi anni, l’Inter. Siamo stati bene quando abbiamo giocato contro di loro, ma è una delle squadre più forti. E' incredibile. Quando sono arrivato, non avrei mai immaginato di vivere tutto ciò che abbiamo vinto, insieme ai compagni e alla squadra. È incredibile: abbiamo fatto grandissime cose e vogliamo continuare così. Napoli mi ha dimostrato tanto. La città è un mondo a parte, soprattutto per come si vive il calcio. Sono molto felice. Anche la mia famiglia e i miei amici, quando vengono qua, si sentono come in Uruguay. Sono felice di essere qui. Come si fa a gestire la pressione di una città che vive di calcio 24 ore su 24, 365 giorni all’anno? Sono un po’ abituato, ma dobbiamo capire i tifosi. Noi capiamo veramente quello che sentono loro, perché quando eravamo piccoli stavamo dall’altra parte della tribuna e lo capiamo. Un appello ai tifosi? Ci sono a ogni allenamento qui a Castel di Sangro ed è veramente bellissimo. Chiudiamo il ritiro con l'amichevole contro l'Aris Salonicco e speriamo che tutti possano vederla. Il mio obiettivo personale coincide con la squadra? Se alla squadra va bene, sicuramente va bene anche a me. Lotteremo fino alla fine, partita dopo partita, e vediamo dove arriviamo. Non c'è due senza tre riferito agli scudetti? Sì, si dice questa frase anche da noi. Speriamo, come abbiamo fatto l’anno scorso e negli anni in cui abbiamo vinto gli scudetti, di andare avanti partita dopo partita, senza fretta, e di vedere dove possiamo arrivare".

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CASTEL DI SANGRO - Mathias Olivera, terzino del Napoli, ha rilasciato un'intervista a Radio Kiss Kiss Napoli: "Forza Napoli? Sì, sempre! Un bilancio della mia prima conoscenza con il mister? Bene, bene. Abbiamo trovato un grande allenatore, con una grande esperienza, e impariamo tutti i giorni. È vero che sono arrivato nel secondo ritiro e ancora sto facendo allenamento, cercando di capire che cosa vuole lui. Se me la sento di giocare centrale? Certo, se la squadra ha bisogno di giocare lì, gioco lì. La mia posizione dipende ovviamente da quello di cui ha bisogno la squadra. Io sono sempre lì con il compagno, cercando di aiutare. La 'Garra Charrua'? Certo, abbiamo nel sangue quel tipo di garra, ma ovviamente dipende. In qualche partita non si può vedere o non esce, ma cerco sempre di sudare la maglia. Come ho fatto fin dall’inizio del mio quinto anno: sono tanti anni e il tempo vola. Ho sempre cercato di sudare la maglia e di dare tutto per il Napoli, perché sono sempre grato per il trattamento che ho ricevuto, per i tifosi, per la città e per il club. Il lavoro, l’umiltà e il sacrificio hanno fatto tutto per permettermi di essere oggi qui e di vincere due scudetti e una Supercoppa: una cosa che sognavo da piccolo come calciatore. Ho avuto la fortuna di vincere e di essere ancora qui. A chi mi ispiravo da piccolo? Ho sempre guardato Martín Cáceres. È stato un calciatore che mi è piaciuto molto, ma ce ne sono tanti. Qual è la dote principale che deve avere oggi un difensore in un campionato difficile e tattico come la Serie A? Oggi mi sembra che un calciatore debba avere tutto per stare al livello che c’è oggi. Si tratta sempre di lavorare per migliorare tutto quello che manca e cerco di farlo tutti i giorni. La squadra che in questi anni mi ha messo più in difficoltà in Serie A? Sono tante le squadre. In questi ultimi anni la Serie A ha avuto diversi campioni ed è stata caratterizzata da tante squadre che lottano per lo scudetto. Ma soprattutto, in questi ultimi anni, l’Inter. Siamo stati bene quando abbiamo giocato contro di loro, ma è una delle squadre più forti. E' incredibile. Quando sono arrivato, non avrei mai immaginato di vivere tutto ciò che abbiamo vinto, insieme ai compagni e alla squadra. È incredibile: abbiamo fatto grandissime cose e vogliamo continuare così. Napoli mi ha dimostrato tanto. La città è un mondo a parte, soprattutto per come si vive il calcio. Sono molto felice. Anche la mia famiglia e i miei amici, quando vengono qua, si sentono come in Uruguay. Sono felice di essere qui. Come si fa a gestire la pressione di una città che vive di calcio 24 ore su 24, 365 giorni all’anno? Sono un po’ abituato, ma dobbiamo capire i tifosi. Noi capiamo veramente quello che sentono loro, perché quando eravamo piccoli stavamo dall’altra parte della tribuna e lo capiamo. Un appello ai tifosi? Ci sono a ogni allenamento qui a Castel di Sangro ed è veramente bellissimo. Chiudiamo il ritiro con l'amichevole contro l'Aris Salonicco e speriamo che tutti possano vederla. Il mio obiettivo personale coincide con la squadra? Se alla squadra va bene, sicuramente va bene anche a me. Lotteremo fino alla fine, partita dopo partita, e vediamo dove arriviamo. Non c'è due senza tre riferito agli scudetti? Sì, si dice questa frase anche da noi. Speriamo, come abbiamo fatto l’anno scorso e negli anni in cui abbiamo vinto gli scudetti, di andare avanti partita dopo partita, senza fretta, e di vedere dove possiamo arrivare".