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L'EDITORIALE
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, la furia di Victor Osimhen è più che comprensibile, i cambi di Garcia non segnano la svolta e la vetta della classifica si allontana"
25.09.2023 23:55

NAPOLI - Non si va oltre il pari a reti bianche a Bologna in una nuova domenica amara per i tifosi del Napoli. Peccato, perche' l'Inter ora è a 7 lunghezze di distanza, prima a punteggio pieno, e se si continua cosi' il margine sara' difficile da recuperare. Eppure la squadra è apparsa compatta per la prima volta in questa stagione, con Lobotka play basso ed Anguissa di nuovo nel ruolo di mediano di rottura. Un piccolo accorgimento di "spallettiana memoria" che ha reso la squadra piu' solida in mezzo al campo, liberando Zielinski sulla trequarti e permettendo alla difesa di salire in linea con ordine. Reattivo Meret sull'unico tiro della partita di Zirkzee. Ottimo l'esordio di Natan, ed a tal proposito fatico onestamente a comprendere tutte le remore che hanno accompagnato il suo debutto (dai problemi di lingua, a quelli di cibo, fino al piccolo risentimento al ginocchio, dimenticando forse che il calcio si gioca con i piedi e non con la lingua). Molto bene Ostigard, cosi' come Di Lorenzo e Mario Rui subentrato ad un incerto Olivera. Kvara è apparso in netto miglioramento, con serpentine a profusione miste a conclusioni, mentre Osimhen ha centrato un palo pieno, prima di fallire il gol partita dagli undici metri. Raspadori a destra, invece, continua a non convincermi, nonostante la bellissima apertura di prima intenzione per Victor e la conclusione di poco alta sulla traversa (calciata però da posizione centrale). La colpa e' dunque tutta di Rudi Garcia se il Napoli non vince? Certo, non è colpa dell'allenatore se Osimhen sbaglia un calcio di rigore. Su questo non ci sono dubbi, ma le occasioni da rete dovrebbero fioccare anziche' latitare. Le perplessità restano e si annebbiano nelle teste degli osservatori nel momento in cui, ancora una volta, nel frangente di massimo pressing, con la squadra che da' la sensazione di poter sferrare il colpo letale all'avversario di lì a poco, vengono tirati fuori Kvaratskhelia prima e Osimhen poi. Se il georgiano aveva avuto da ridire nel recente passato per la sostituzione con Zerbin a Genova, stavolta la furia si è manifestata in ogni singolo muscolo dalla testa ai piedi di Victor Osimhen, che sbraitando ha platealmente chiesto al trainer francese come mai non l'ha lasciato in campo per attaccare con due punte centrali in coppia col "Cholito" Simeone (utilizzato sempre di piu' con il contagocce). Io capisco il bomber nigeriano e lo assolvo. Chiaramente tutti possono sbagliare un calcio di rigore, anche a Maradona e' capitato. Ma toglierlo dal campo nel momento in cui l'adrenalina e' a mille per provare a rimediare al suo errore non mi e' parsa una grande mossa, morale oltre che tecnica. Intanto ADL, bonariamente, parla di una ripartenza da Bologna, con un "bravi tutti". Personalmente prima di parlare di una svolta ci andrei con i piedi di piombo, perche' con gli impegni ravvicinati serviranno risposte concrete e il filotto di vittorie, auspicato dal tecnico francese, non è così facile da conseguire. Non lo scrivo perchè vedo il bicchiere mezzo vuoto, ma per il solo fatto che fatico ancora a vedere una logica di squadra, non c'è ancora brillantezza nelle giocate ed una corretta gestione delle risorse disponibili attraverso le sostituzioni che spesso spezzano il trend di crescita della squadra anzichè favorirlo. Il tutto con la speranza che si riparta sempre col pressing alto e i reparti compatti come visto a Bologna, altrimenti si ripeteranno gli orrori delle precedenti prestazioni. Stop alle idee "innovative", dentro gli automatismi consolidati, sarebbe gia' un passo avanti. Piccola chiosa finale sul #GarciaOut definito dal tecnico una minoranza urlante: io non so quanti tifosi abbia incontrato in città, ma per quel che mi riguarda il 99,9% mi manifesta solo timori e negatività sulla sua attuale gestione. Per amore della verità, per onestà intellettuale, per quello che vedo, con l'auspicio che il Napoli possa presto voltare pagina, mi sento in dovere di dirlo. E mi auguro che anche Garcia se ne renda conto.

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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