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IL PARERE - Jacomuzzi: "Napoli-Bodo/Glimt, la superiorità tecnica degli azzurri ha fatto la differenza, partita aperta contro la Roma"
21.10.2026 14:20 di Redazione
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A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, presidente dell’Aioc ed ex direttore sportivo di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell'intervista. 

Ci sono sconfitte che lasciano ben sperare e vittorie che, invece, lasciano più di qualche dubbio. Mi sembra questo il caso del Napoli, che ieri ha segnato quattro gol ma ne ha subiti tre. La cosa più preoccupante, a mio avviso, è che a ogni iniziativa offensiva del Bodø/Glimt si rischiava di subire una rete. Come ha visto il Napoli ieri sera?

“Purtroppo, forse c'è stata troppa sicurezza. Ogni volta che il Bodø/Glimt avviava un'azione offensiva, arrivava vicino alla conclusione o creava una situazione di pericolo. Probabilmente i giocatori del Napoli si sono lasciati andare, pensando di non avere di fronte una squadra particolarmente pericolosa. Hanno sottovalutato la capacità offensiva degli avversari e, quando si comincia in questo modo, diventa difficile cambiare l'andamento della partita. Il Napoli è riuscito a portarla a casa, ma ha rischiato sempre qualcosa. La superiorità tecnica dei partenopei, però, alla fine ha fatto la differenza".

Presidente, questa è una vittoria che può scacciare la crisi di inizio stagione in casa partenopea?

“Dal punto di vista della capacità offensiva, sicuramente sì. In fase difensiva, invece, bisogna prendere questa partita un po' più sul serio e riconoscere che non si può scherzare, abbiamo giocato contro una squadra che ci ha messo in difficoltà. Bisogna fare più attenzione, adottare qualche accorgimento in più e curare meglio la fase difensiva, perché il campionato italiano è un'altra cosa. La vittoria, comunque, è importante. Segnare quattro gol significa avere spirito, voglia e buone capacità di manovra in fase offensiva".

Dall'altro lato c'è una Roma che ha fatto man bassa dello Slovan Bratislava, imponendosi per 4-0. È questo l'anno in cui i giallorossi riusciranno finalmente a tornare a vincere qualcosa?

“La Roma ha dimostrato di avere qualità e ambizioni. Deve soprattutto imparare ad assorbire la pressione che inevitabilmente accompagna una squadra di questo livello. Se riuscirà a gestirla, potrà ottenere grandi risultati. In una partita del genere ha dimostrato di non essere intimorita e di avere una buona capacità offensiva, oltre a qualità tecniche importanti".

Una fase offensiva della Roma così prolifica, contro una difesa del Napoli che continua a subire gol, che cosa ci lascia prevedere in vista della sfida di sabato allo stadio Diego Armando Maradona?

“Penso che la difesa del Napoli affronterà la Roma in maniera diversa. La concentrazione sarà completamente differente e ci sarà una tensione maggiore, legata anche alla conoscenza degli avversari. Quando prepari una partita, sai quali sono le caratteristiche dei giocatori che devi affrontare e puoi studiare le contromisure insieme allo staff tecnico. La preparazione può quindi essere completamente diversa. Dobbiamo ricordare, inoltre, che le coppe e il campionato sono due competizioni differenti: il campionato è una cosa a parte".

Parliamo di Malen, che è in Italia da meno di un anno ma ha già dimostrato di essere un attaccante di un'altra categoria. Secondo lei, quanto a lungo la Roma riuscirà a trattenere l'attaccante in giallorosso?

“Ma perché dovrebbe andare via? Si trova bene, la Roma è una grande squadra e gioca in una grande città. Inoltre, milita in un campionato competitivo: mettiamo l’Inghilterra al primo posto e subito dopo l'Italia, per livello di competitività. Che cosa dovrebbe desiderare di meglio? Malen può giocare nella Roma e trovarsi benissimo. Se poi dovesse entrare in gioco una questione economica, sarà la società a dover fare le proprie valutazioni insieme al giocatore. Non dimentichiamo che siamo in Italia e che la Roma è una grande società".

Il Napoli ha concrete possibilità di strappare il bottino pieno ai giallorossi?

“Certo. Secondo me sarà una partita molto aperta, perché sono due allenatori che non si accontentano e non rinunciano facilmente a proporre il proprio gioco. Le squadre saranno impostate per affrontarsi a viso aperto, pur con qualche accorgimento tattico in più e una maggiore attenzione in determinate situazioni. Gli allenatori possono intervenire sui dettagli e sulle statistiche, ma le caratteristiche delle squadre rimangono quelle. Sarà una gran bella partita, con tanta tensione, perché in palio c'è molto".

Passo a Lorenzo Lucca, un ragazzo fortemente voluto da Antonio Conte, ma che già a gennaio dello scorso anno era stato mandato in prestito all'estero. Quest'anno ha avuto diverse opportunità, sia da subentrato sia dal primo minuto, ma, almeno per quanto ha dimostrato nelle gare disputate, sembra non essere all'altezza di questo palcoscenico. È davvero così o sta accadendo qualcosa?

“La qualità del giocatore c'è, è un buon calciatore. Forse, però, non riesce ancora a entrare nei meccanismi della squadra e a trovare la giusta intesa con i compagni. Potrebbe anche essere una questione di personalità: magari, quando si trova accanto a determinati giocatori, non si sente completamente libero e sicuro di sé. Bisognerebbe essere nello spogliatoio tutti i giorni per capire che cosa stia succedendo. Lucca, però, è un capitale del calcio italiano: è ancora giovane, può migliorare e può dare molto di più. Bisogna approfondire la questione e capire quali siano le motivazioni per cui non riesce a rendere come ci si aspetta. Se, come si legge e si intravede, sta attraversando un momento difficile, bisogna aiutarlo a superarlo. È importante capire che cosa lo blocchi e trovare una soluzione, perché non possiamo disperdere il patrimonio rappresentato da un giovane calciatore italiano".

Per ritrovare sé stesso, Lucca deve restare al Napoli o cercare fortuna altrove?

“Se è nell'organico, l'allenatore deve trovare spazio per valorizzare le sue qualità. Per me deve rimanere a Napoli, perché può essere utilissimo alla squadra. Se, però, non dovesse trovare lo spazio che desidera e l'allenatore non potesse garantirglielo, allora sarebbe meglio mandarlo a giocare altrove, piuttosto che tenerlo in panchina o in tribuna per trenta partite. Sarebbe un peccato".

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IL PARERE - Jacomuzzi: "Napoli-Bodo/Glimt, la superiorità tecnica degli azzurri ha fatto la differenza, partita aperta contro la Roma"

di Redazione

21/10/2026 - 14:20

A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, presidente dell’Aioc ed ex direttore sportivo di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell'intervista. 

Ci sono sconfitte che lasciano ben sperare e vittorie che, invece, lasciano più di qualche dubbio. Mi sembra questo il caso del Napoli, che ieri ha segnato quattro gol ma ne ha subiti tre. La cosa più preoccupante, a mio avviso, è che a ogni iniziativa offensiva del Bodø/Glimt si rischiava di subire una rete. Come ha visto il Napoli ieri sera?

“Purtroppo, forse c'è stata troppa sicurezza. Ogni volta che il Bodø/Glimt avviava un'azione offensiva, arrivava vicino alla conclusione o creava una situazione di pericolo. Probabilmente i giocatori del Napoli si sono lasciati andare, pensando di non avere di fronte una squadra particolarmente pericolosa. Hanno sottovalutato la capacità offensiva degli avversari e, quando si comincia in questo modo, diventa difficile cambiare l'andamento della partita. Il Napoli è riuscito a portarla a casa, ma ha rischiato sempre qualcosa. La superiorità tecnica dei partenopei, però, alla fine ha fatto la differenza".

Presidente, questa è una vittoria che può scacciare la crisi di inizio stagione in casa partenopea?

“Dal punto di vista della capacità offensiva, sicuramente sì. In fase difensiva, invece, bisogna prendere questa partita un po' più sul serio e riconoscere che non si può scherzare, abbiamo giocato contro una squadra che ci ha messo in difficoltà. Bisogna fare più attenzione, adottare qualche accorgimento in più e curare meglio la fase difensiva, perché il campionato italiano è un'altra cosa. La vittoria, comunque, è importante. Segnare quattro gol significa avere spirito, voglia e buone capacità di manovra in fase offensiva".

Dall'altro lato c'è una Roma che ha fatto man bassa dello Slovan Bratislava, imponendosi per 4-0. È questo l'anno in cui i giallorossi riusciranno finalmente a tornare a vincere qualcosa?

“La Roma ha dimostrato di avere qualità e ambizioni. Deve soprattutto imparare ad assorbire la pressione che inevitabilmente accompagna una squadra di questo livello. Se riuscirà a gestirla, potrà ottenere grandi risultati. In una partita del genere ha dimostrato di non essere intimorita e di avere una buona capacità offensiva, oltre a qualità tecniche importanti".

Una fase offensiva della Roma così prolifica, contro una difesa del Napoli che continua a subire gol, che cosa ci lascia prevedere in vista della sfida di sabato allo stadio Diego Armando Maradona?

“Penso che la difesa del Napoli affronterà la Roma in maniera diversa. La concentrazione sarà completamente differente e ci sarà una tensione maggiore, legata anche alla conoscenza degli avversari. Quando prepari una partita, sai quali sono le caratteristiche dei giocatori che devi affrontare e puoi studiare le contromisure insieme allo staff tecnico. La preparazione può quindi essere completamente diversa. Dobbiamo ricordare, inoltre, che le coppe e il campionato sono due competizioni differenti: il campionato è una cosa a parte".

Parliamo di Malen, che è in Italia da meno di un anno ma ha già dimostrato di essere un attaccante di un'altra categoria. Secondo lei, quanto a lungo la Roma riuscirà a trattenere l'attaccante in giallorosso?

“Ma perché dovrebbe andare via? Si trova bene, la Roma è una grande squadra e gioca in una grande città. Inoltre, milita in un campionato competitivo: mettiamo l’Inghilterra al primo posto e subito dopo l'Italia, per livello di competitività. Che cosa dovrebbe desiderare di meglio? Malen può giocare nella Roma e trovarsi benissimo. Se poi dovesse entrare in gioco una questione economica, sarà la società a dover fare le proprie valutazioni insieme al giocatore. Non dimentichiamo che siamo in Italia e che la Roma è una grande società".

Il Napoli ha concrete possibilità di strappare il bottino pieno ai giallorossi?

“Certo. Secondo me sarà una partita molto aperta, perché sono due allenatori che non si accontentano e non rinunciano facilmente a proporre il proprio gioco. Le squadre saranno impostate per affrontarsi a viso aperto, pur con qualche accorgimento tattico in più e una maggiore attenzione in determinate situazioni. Gli allenatori possono intervenire sui dettagli e sulle statistiche, ma le caratteristiche delle squadre rimangono quelle. Sarà una gran bella partita, con tanta tensione, perché in palio c'è molto".

Passo a Lorenzo Lucca, un ragazzo fortemente voluto da Antonio Conte, ma che già a gennaio dello scorso anno era stato mandato in prestito all'estero. Quest'anno ha avuto diverse opportunità, sia da subentrato sia dal primo minuto, ma, almeno per quanto ha dimostrato nelle gare disputate, sembra non essere all'altezza di questo palcoscenico. È davvero così o sta accadendo qualcosa?

“La qualità del giocatore c'è, è un buon calciatore. Forse, però, non riesce ancora a entrare nei meccanismi della squadra e a trovare la giusta intesa con i compagni. Potrebbe anche essere una questione di personalità: magari, quando si trova accanto a determinati giocatori, non si sente completamente libero e sicuro di sé. Bisognerebbe essere nello spogliatoio tutti i giorni per capire che cosa stia succedendo. Lucca, però, è un capitale del calcio italiano: è ancora giovane, può migliorare e può dare molto di più. Bisogna approfondire la questione e capire quali siano le motivazioni per cui non riesce a rendere come ci si aspetta. Se, come si legge e si intravede, sta attraversando un momento difficile, bisogna aiutarlo a superarlo. È importante capire che cosa lo blocchi e trovare una soluzione, perché non possiamo disperdere il patrimonio rappresentato da un giovane calciatore italiano".

Per ritrovare sé stesso, Lucca deve restare al Napoli o cercare fortuna altrove?

“Se è nell'organico, l'allenatore deve trovare spazio per valorizzare le sue qualità. Per me deve rimanere a Napoli, perché può essere utilissimo alla squadra. Se, però, non dovesse trovare lo spazio che desidera e l'allenatore non potesse garantirglielo, allora sarebbe meglio mandarlo a giocare altrove, piuttosto che tenerlo in panchina o in tribuna per trenta partite. Sarebbe un peccato".